I diritti del nativo digitale – YouTube

Ci interroghiamo molto in questi giorni su quali siano i processi neurali, le caratteristiche intellettive, le attitudini dei “nativi digitali”. Ci chiediamo come trovare processi didattici adatti a loro e sistemi di insegnamento-apprendimento, come organizzare la classe in funzione delle loro capacità ed aspettative, come organizzare momenti di formazione che li motivino e appaghino noi come insegnanti. Ma ci siamo chiesti quali siano i “Diritti dei nativi digitali”? Ce cosa, semplicemente, un nativo attenda da coloro che gli stanno accanto nella sua crescita? Ecco questo bellissimo decalogo dei “Diritti dei Nativi digitali”. Per non dimenticare che anche quei “nativi” che, talvolta, ci suscitano meraviglia e timore e con cui cerchiamo vie per rapportarci sono pur sempre…bambini…

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Formazione, cambiamo approccio o rischiamo un flop

Un’interessante riflessione sull’innovazione digitale… È uno spunto di riflessione molto concreto e importante sugli “spazi di apprendimento” e su una didattica che deve avere al suo centro l’obiettivo dell’apprendimento anziché quello dell’insegnamento…

 

 

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GUIDA – Google Apps for Education – Animatori Digitali – Portale di informazione degli ADAnimatori Digitali – Portale di informazione degli AD

Ecco una breve guida per l’Accesso a Google Education, dedicata a coloro che vogliono compiere i primi passi in questo nuovo mondo didattico.

Provare per credere!

 

 

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Google Classroom – prime riflessioni

google_classroom_logoGiacché di Classroom si conosce molto poco in Italia e visto che la la Piattaforma Google Education, a cui è collegata, è ancora quasi totalmente appannaggio del mondo anglosassone, voglio dedicare qualche parola a capire di cosa si tratta.

Prima di tutto un po’ di storia. È uno strumento giovanissimo: nasce, infatti, nell’agosto del 2014 e, nell’idea dei guru di Google, vuole essere uno strumento semplice ed efficace di gestione digitale di un gruppo-classe, grazie all’integrazione con tutte le Google-App open-source che il colosso di Mountain View sta perfezionando in questi anni.

Cosa si può fare con la Classroom? Sostanzialmente tre cose fondamentali per un insegnante:

  • Creare gruppi classe con cui condividere materiali e discussioni;
  • Assegnare e raccogliere compiti;
  • Valutare;
  • Comunicare con gli studenti.

In sostanza, fa risparmiare tempo e carta, consente di avere una raccolta perfettamente organizzata e conservabile nel tempo dei lavori svolti dagli studenti, di avere a disposizione i lavori degli allievi in ogni momento (basta quaderni da portare a casa!) in modo da agevolare la correzione o la ri-analisi nel tempo per ricostruire la timeline del progresso cognitivo di un alunno.

Ecco, lo sapevo…sono scivolata involontariamente dall’analisi tecnica dello strumento ad una riflessione sull’efficacia didattica del suo uso.

Per la disamina tecnica e delle funzioni, vi rimando ad un prezioso articolo di Roberto Osti che allego in link.

Roberto Osti, Google Classroom – Guida rapida per l’insegnante

Al suo interno si trova anche un ricco tutorial realizzato con Presentazioni di Google che sarà certamente utile per capire tutte le funzioni dello strumento.

Per le riflessioni didattiche, anticipo che Classroom sta trovando, nel mio lavoro, un suo spazio sempre più sistematico nella didattica del Latino e del Greco oltre che dell’Italiano e della Geostoria.

Partiamo dal Latino e dal Greco. Assegnare un compito di traduzione su Classroom significa:

  • poter controllare il lavoro degli studenti mano a mano che viene svolto su Documenti di Google in ambiente condiviso: utile per capire, attraverso l’analisi dei tempi di realizzazione e modifica del documento, il metodo di lavoro domestico;
  • fornire, a seconda delle necessità, un supporto diretto allo studente che incontrasse difficoltà nello svolgimento del compito;
  • verificare i tempi di consegna;
  • procedere ad una correzione individualizzata dei  lavori, soprattutto per gli alunni più deboli;
  • disporre dei compiti di ciascun alunno simultaneamente per la correzione condivisa in classe (le versioni si possono proiettare sulla Lim e commentare insieme).
  • conservare lo storico dei lavori di ciascuno su Drive, per poter ritornare su di essi nel tempo e valutare per (e con) ciascuno eventuali gap (o miglioramenti) nell’acquisizione delle conoscenze e delle competenze nella lingua.
  • condividere con le famiglie tutte le riflessioni di cui sopra
  • …e molto altro ancora che sono certa di scoprire con l’utilizzo e il miglioramento delle prestazioni che i signori di Google hanno in serbo per noi.

Ma la riflessione didattica continua…

 

Quale piattaforma di e-learning?

Accolgo con entusiasmo l’invito di Cinzia a scrivere su questo blog… in effetti molto ci unisce su versante della reale sperimentazione in aula della didattica digitale a 360 gradi.

Inizio oggi le mie riflessioni condividendo con voi alcune considerazioni sulla piattaforma Edmodo vs Moodle. Seguiranno altri post su altre piattaforme…

IL PERCHE’ DEL SUCCESSO DI EDMODO

Ho iniziato ad usare Edmodo un anno fa e (come potete vedere dall’immagine che ho caricato nel post qui a lato) oramai lo uso regolarmente per le mie classi e i miei corsi.

Il perché lo usi è presto detto: ai nostri allievi chiedo sempre più consegne digitali e sempre meno consegne cartacee… e non si può continuare a fare girare penne USB in classe per lo scambio di file! Senza contare che oramai molti dei dispositivi che usiamo (smartphone, tablet, iPad, notebook…) non hanno manco più una porta USB…

Piuttosto bisognerebbe indagare perché io usi Edmodo e non (o non solo) Moodle…

Il successo mondiale di Edmodo  si è verificato con dei numeri incredibili per quanto riguarda la registrazione di  nuovi utenti, e in un lasso di tempo molto breve! Gli utenti registrati sono ormai più di 50 milioni!

Evidentemente c’era bisogno dello strumento “Edmodo” tra gli insegnanti del mondo… se si sono iscritti così in massa! Ovvero Edmodo è andato a colmare un gap… un qualcosa che mancava nel campo delle piattaforme FAD…

Si potrebbe osservare: ma c’era già (e c’è) Moodle.

Moodle è una piattaforma perfetta per fare formazione a distanza, ha tutto ed è supercollaudata.

E allora perché il successo di Edmodo?

Io provo a dare le mie risposte, e premetto che sono le risposte di un docente che usava (e usa) Moodle e per di più teneva (e tiene) corsi ai colleghi sull’utilizzo didattico di Moodle.

  • Edmodo è semplicissimo da usare e assomiglia a Facebook, anche graficamente! E chi non sa usare Facebook? E con il fatto che assomiglia a Facebook anche gli allievi ci vanno molto volentieri. Inoltre su Edmodo posso aprire una classe anche come docente singolo, l’aggregazione ad un gruppo Edmodo di istituto può arrivare (eventualmente)  in un secondo momento.
  • Se invece come docente voglio utilizzare Moodle… devo insegnare in una scuola che abbia la piattaforma Moodle di istituto attiva e abbia un amministratore Moodle al suo interno. Non è così scontato, credetemi! E nella stessa scuola ci deve essere qualcuno che mi insegni come usare Moodle. Altrimenti le piattaforme Moodle di istituto rimangono semideserte!
  • Possiamo dire inoltre che per fare tutte le attività didattiche che si fanno facilmente in Edmodo, in Moodle bisogna essere mediamente ben più esperti ?

Ecco in breve spiegato perché Edmodo ha avuto un successo incredibile, senza parlare della possibilità di integrare al suo interno anche app esterne….

Quindi gli ingredienti del successo mondiale sono stati:

  • grafica accattivante
  • facilità di utilizzo
  • accesso e registrazione anche da parte del singolo docente
  • possibilità di integrazione di app esterne

Buon lavoro!

 

 

Digital Storytelling: Cos’è, come utilizzarlo nella didattica, con quali strumenti si realizza

Il Digital Storytelling ovvero la Narrazione realizzata con strumenti digitali (web apps, webware) consiste nell’organizzare contenuti selezionati dal web in un sistema coerente, retto da una…

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